In montagna e in collina le castagne, ricche di amidi e carboidrati, un tempo erano il cibo dei poveri, di chi non poteva permettersi nemmeno un pezzo di pane. Si mangiavano bollite o arrostite, oppure se ne ricavava una farina molto nutriente.

Quando l’uomo ha deciso di metterci mano e di passare dalla raccolta spontanea alla coltivazione scientifica, i castagni hanno subito un vero e proprio restyling, tra potature e innesti. E’ così che sono nate coltivazioni di ottima qualità e da queste i marroni. Alla vista castagne e marroni si distinguono per colore e forma.

La buccia delle castagne è resistente e di colore bruno scuro e di solito sono un po’ più piccole e schiacciate perché hanno dovuto lottare per trovare ciascuna il proprio posto all’interno del riccio.

I marroni, invece, avendo avuto vita più facile, sono un po’ più grossi, la buccia striata di un marrone un po’ più chiaro, la forma tondeggiante, che ricorda un po’ quella di un cuore. Le varietà di marrone presenti in Italia sono numerose e acquisiscono il nome dalla particolare area geografica di provenienza.

Le castagne, se raffrontate ai cugini, sono un po’ meno saporite, anche se arrostite fanno sempre la gioia di adulti e bambini. I derivati più comuni sono creme e farine. Al contrario I marroni sono più zuccherini e croccanti e hanno la corsia preferenziale verso le pasticcerie per essere trasformati in deliziosi marron glacé, oppure vengono utilizzati per realizzare risotti inediti, torte e budini.