Dr. Francesco Lombardi
Dietista

Curiosando fra i vari profili di molte star e influencer salutiste americane e non solo, troviamo spesso la parola “kale” associata a “superfood”, ma sappiamo realmente il loro significato e il loro valore scientifico?
Superfood è una parola frequentemente utilizzata, a volte a sproposito, a volte solo a scopi commerciali ma a volte anche con un fondo di verità. Si intende un alimento dalle proprietà nutrizionali eccezionali e che si pensa possa influenzare positivamente una o più funzioni fisiologiche dell’organismo.
Il kale è invece la semplice traduzione inglese del cavolo riccio e del cavolo nero (tuscan black kale), varietà differenti della famiglia delle Brassica oleracea ma molto simili dal punto di vista botanico, nutrizionale e gastronomico. La parte edibile di entrambi sono infatti le foglie e non il fiore centrale come nel caso del cavolfiore, del broccolo o delle altre varietà di Brassicaceae. Il cavolo riccio presenta foglie verdi e dal profilo increspato, il cavolo nero invece ha foglie più scure, bitorzolute e croccanti. I rigidi freddi invernali inoltre riescono a rendere molto morbide le foglie facendo perdere la loro tipica fibrosità.

Polvere di Kale

La crescente domanda di questo specifico vegetale ha determinato l’introduzione nel fiorente mercato degli integratori alimentari della cosiddetta Polvere di Kale (kale powder) da aggiungere a cibi e bevande e venduta a prezzi esorbitanti che sfiorano i 60 euro al chilogrammo. Il potente marketing delle aziende di integratori incorona questo prodotto come uno dei migliori amici della salute, soprattutto della donna in menopausa: vengono riportate proprietà antiossidanti, detossificanti e antitumorali insieme ad un grande apporto di vitamina A, C e di sali minerali come il magnesio; ma quanto di tutto questo è stato confermato scientificamente?

Brassicaceae

La famiglia delle Brassicaceae oltre ad essere la più numerosa e la più consumata al mondo è anche la più studiata: sono state confermate la capacità ci combattere la presenza di radicali liberi e di diminuire la proliferazione di cellule tumorali. Più recenti invece sono gli studi specifici sul kale che hanno evidenziato la presenza di diversi composti fenolici ad azione principalmente antiossidante e di glucosinolati, composti contenenti zolfo associati ad una diminuzione del rischio di tumore; oltre ad essere fonte di minerali come calcio, ferro e magnesio, alcuni studi hanno ipotizzato un’azione sulla funzione cerebrale con proprietà antidepressive grazie alla presenza di acido alfa linoleico (ALA) e folati.

Superfood

La definizione di superfood sembra proprio calzare a pennello per il kale, ma non ci illudiamo, non è miracoloso o addirittura curativo e certamente non giustifica un’integrazione così dispendiosa. I dati che la comunità scientifica ha messo a nostra disposizione confermano solo una cosa: la necessità di introdurre nella nostra alimentazione questa grande famiglia di vegetali ed in particolare il cavolo riccio ed il cavolo nero (rispettando sempre la stagionalità di ogni ortaggio) per garantire l’apporto di importantissime sostanze al nostro organismo; due porzioni da 200g settimanali sono sicuramente un buon inizio per i primi passi sulla strada verso la salute.