Dr. Francesco Lombardi
Dietista

La stagione dei mandarini sta per volgere al termine e, se siete amanti di questo frutto, una buonissima marmellata ben conservata manterrà vivo ancora per qualche mese il loro sapore.

Il mandarino ha origine molto antiche ed è considerato una specie “pura”, come cedro e pomelo, dalle quali derivano tutti gli altri agrumi. Arriva nel nostro continente nel XV secolo dalla Cina tropicale dove il suo nome era usato per indicare i funzionari imperiali che portavano un mantello arancione e che utilizzavano un linguaggio chiamato “lingua dei mandarini”.

Le loro proprietà nutrizionali sono note sin dall’antichità essendo l’unico agrume dolce prima delle specie ibride: troviamo la suo interno sostanze antiossidanti importantissime come l’acido ascorbico (vitamina C) ma soprattutto quercetina e naringenina fondamentali per combattere e prevenire situazioni infiammatorie.

Il profumo di questa marmellata invaderà la vostra casa durante la preparazione ma anche successivamente saprà farvi ricordare il sapore di un frutto fuori stagione.

Ingredienti (per 2-3 vasetti da 150ml):

ingredientiqnt.
Mandarini700g
Zucchero300g
Limone1
Cannella1 cucchiaino
Noce Moscataq.b.
Chiodi di Garofano2-3
procedimento
1.

Lavate i mandarini interi mantenendo la buccia e togliendo l’eventuale picciolo. Fateli quindi sbollentare in abbondante acqua per 8-10 minuti

2.

Asciugateli bene con carta assorbente e tagliateli in 2 o 4 pezzi eliminando gli eventuali semi all’interno; a questo punto mettete tutto in un mixer e frullate grossolanamente

3.

In un tegame versate la purea, aggiungete lo zucchero, le spezie (noce moscata, chiodi di garofano e cannella) e il succo di un limone: fate cuocere a fuoco basso per almeno 45-60 minuti. Per una marmellata dalla consistenza più cremosa potete frullare il composto trascorso il tempo della cottura

4.

Sterilizzate i vasetti facendoli bollire nell’acqua: una volta asciutti aggiungete la marmellata ancora bollente, chiudete il vasetto energicamente e capovolgetelo lasciandolo raffreddare. Trascorso il tempo necessario potrete verificare la buona riuscita del sottovuoto se pigiando al centro del tappo non si sente il classico “click clack”.